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Paolo Moiola
Contro le guerre e il dio-profitto (gennaio 2003)
PORTO ALEGRE 2003 - I resoconti per "Misna"

23 Gennaio 2003
BRASILE, PORTO ALEGRE: IN INDIA IL FORUM DEL 2004

Sara' in India il prossimo "Forum social mundial" (Fsm). Cosi' ha stabilito il Consiglio internazionale dell'organizzazione. La decisione era nell'aria, ma soltanto ieri e' stata annunciata ufficialmente. Probabilmente si terra' a Hyderabad, nello stato di Kerala. L'edizione del 2005 tornera', invece, a Porto Alegre, citta' che proprio al Forum deve la propria fama internazionale.
Oggi, mercoledi' 23 gennaio, nell'auditorio della "Pontificia universita' cattolica" (Puc) ci sara' l'apertura ufficiale della manifestazione. Vi partecipera' anche il neo-governatore dello stato di Rio Grande do Sul, Germano Rigotto (di evidente discendenza italiana). Nelle recenti elezioni amministrative Rigotto ha battuto, a sorpresa, la coalizione del Partito dei lavoratori (Pt), che guidava lo stato. L' ex governatore, il petista Olivio Dutra, grande sostenitore del Forum, si e' subito rifatto con gli interessi, essendo stato nominato "ministro delle citta' " nel nuovo governo federale di Lula.
Dopo l'inaugurazione ad opera delle autorita', nel pomeriggio, per le strade di Porto Alegre sfileranno le migliaia di partecipanti al Forum. La marcia di quest'anno sara' contro la militarizzazione e soprattutto contro i venti di guerra che soffiano sul mondo.
Infine, va segnalata un'altra sorpresa. Nelle sale stampe del Forum i giornalisti hanno trovato computers con installato il sistema operativo "Linux" (open source), l'unica alternativa mondiale allo strapotere della Microsoft di Bill Gates. Anche questa e' una scelta importante, che ancora una volta fa dire: "Un altro mondo e' realmente possibile". Anche partendo da un software.
(Paolo Moiola da Porto Alegre per Misna)

24 Gennaio 2003
BRASILE - PORTO ALEGRE:
LULA A PORTO ALEGRE E... A DAVOS

Sara' l'anfiteatro naturale chiamato "Por-do-Sol" ad ospitare, nel tardo pomeriggio di oggi, giovedi' 24 gennaio, l'intervento del presidente Lula al terzo Forum sociale mondiale di Porto Alegre.
Nella stessa notte il presidente brasiliano partira' per Davos, in Svizzera, dove partecipera' al Forum economico che si tiene in questi stessi giorni. La decisione di andare (anche) all'assise dei potenti del mondo ha suscitato non poche polemiche. Una parte dei brasiliani e, in particolare, dei militanti del partito dei lavoratori (Pt) ritiene sbagliata la decisione di Luna. "Non si puo' – dicono i critici – accendere una candela a Dio e una al diavolo". Anche tra i partecipanti del Forum la scelta di Lula fa discutere. Susan George, direttore del Centro Transnazionale di Amsterdam e vicepresidente di Attac Francia, ha affermato che "a Davos non c'e' nulla da guadagnare".
Per parte sua, Lula ha risposto alle critiche affermando che "Davos deve ascoltare Porto Alegre". E la cosa e' da intendersi in senso letterale: in Svizzera, davanti ai massimi rappresentanti della globalizzazione neoliberista, il presidente brasiliano fara' lo stesso discorso di Porto Alegre. Parlera' di poverta' e fame e proporra' un patto mondiale che riduca le distanze tra ricchi e poveri.
(Paolo Moiola da Porto Alegre per Misna)

24 Gennaio 2003
BRASILE - PORTO ALEGRE:
IN MIGLIAIA CONTRO LA GUERRA
Tanti, colorati e fantasiosi. Ieri, alla marcia per la pace del Forum di Porto Alegre hanno partecipato, secondo le (prudenti) stime della polizia locale, piu' di 70 mila persone. Le strade della capitale di Rio Grande do Sul sono state invase da una marea umana proveniente da ogni continente. Folta la rappresentanza degli italiani. Dietro lo striscione della Cgil ha sfilato anche Guglielmo Epifani, il segretario generale della confederazione sindacale. Ma l'attenzione maggiore si e' catalizzata su due piccole delegazioni, quella della Palestina (ormai di casa a Porto Alegre) e soprattutto dell'Iraq.
Proprio la possibile, imminente guerra contro il paese mediorientale e' stato il tema centrale della marcia. Slogans e striscioni evidenziavano con chiarezza l'opinione dei manifestanti: "No alla guerra per il petrolio. No a qualsiasi guerra".
Due i protagonisti virtuali della manifestazione. Dalla parte dei "buoni" il neopresidente brasiliano Lula, da quella dei "cattivi" il capo della Capo Bianca, George W. Bush, decisamente poco popolare, almeno da queste parti.
(Paolo Moiola da Porto Alegre per Misna)


25 GENNAIO
BRASILE / PORTO ALEGRE:
HUGO CHAVEZ PARLERA' AL "FORUM SOCIALE MONDIALE"?

Da qualche giorno a Porto Alegre circola con insistenza la voce che Hugo Chavez, presidente di un Venezuela sull'orlo della guerra civile, potrebbe essere ospite del Forum.
La visita sarebbe prevista per domani, domenica 26 gennaio. Il condizionale e' pero' obbligatorio.
Secondo Roberto Savio, membro del Consiglio internazionale del Forum, Chavez non puo' essere ospite perche' lo statuto non consente la partecipazione di presidenti in carica e politici. "In un Forum della societa' civile – precisa Savio - esigiamo che i protagonisti provengano tutti dalla societa' civile". Tuttavia, anche senza un invito ufficiale, Hugo Chavez potrebbe essere stato chiamato da qualcuna delle organizzazioni partecipanti.
Intanto ieri, davanti a 100 mila persone entusiaste, Luiz Inacio Lula da Silva ha tenuto un discorso dai forti contenuti emotivi, calcando i toni sulle tematiche che piu' gli stanno a cuore: la lotta alla fame e alla poverta', ma anche quella alla corruzione; il rafforzamento della scuola e della sanita' pubbliche. "La speranza ha finalmente vinto sulla paura", ha gridato con la sua voce roca, mentre in un clima da stadio la gente scandiva il suo nome tra ritmati battiti di mani.
A chi obietta (pur sottovoce) che Lula rischia di apparire populista (o peggio paternalista), i brasiliani orgogliosamente rispondono che "no, non e' cosi', perche' Lula e' diverso", intendendo che, al contrario di altri, questo presidente e' uno di loro e rimarra' uno di loro. Lula – dicono con convinzione – porta avanti con forza e onesta' i propri ideali, ma senza fare divisioni manichee tra il bene e il male. Come dimostra anche la sua partecipazione al "Forum economico mondiale" di Davos.
(Paolo Moiola da Porto Alegre per Misna)

26 GENNAIO 2003
BRASILE / PORTO ALEGRE:
ARRIVA HUGO CHAVEZ

Ora è confermato: questa mattina, domenica 26 gennaio, arriva a Porto Alegre direttamente da Caracas il presidente del Venezuela Hugo Chávez Frias. Ogni giornalista accreditato al "Forum sociale mondiale" ha trovato nella propria casella di posta elettronica un invito ufficiale per la conferenza stampa che si terrà, nel tardo pomeriggio, nella sala plenaria dell'Assemblea legislativa di Rio Grande do Sul. Nel vicino Palazzo Piratini Chávez incontrerà anche il governatore dello stato, Germano Rigotto.
Fin dall'inizio del Forum si è parlato di una possibile visita del presidente venezuelano.
Ma alcuni degli organizzatori, ancora ieri, avevano pubblicamente negato il suo arrivo. In effetti, Chavez non è un invitato ufficiale, ma la sua presenza nella città che ospita il Forum è una scelta politica (e mediatica) di evidente rilevanza. Non va dimenticato che il presidente della "repubblica bolivariana" (questa è la definizione di Venezuela oggi preferita) gode in patria di pessima stampa, essendo quasi tutti i media (compresi i principali quotidiani e le televisioni più potenti) schierati apertamente con l'opposizione e in favore dello sciopero ad oltranza.
Dal momento della vittoria di Lula, Chávez sta cercando di instaurare un rapporto privilegiato con il Brasile, che a sua volta vede nell'attuale situazione del Venezuela un ulteriore elemento di instabilità per tutto il continente latinoamericano. A Washington si teme molto un'alleanza tra Venezuela e Brasile, anche in relazione alla controversa nascita dell'"Area di libero scambio delle Americhe" (Alca), obiettivo prioritario dell'amministrazione statunitense.
Qui a Porto Alegre sono presenti alcune delegazioni del paese latinoamericano, tra cui un gruppo di indigeni, schierati dalla parte del presidente Chávez, come la gran parte della popolazione che vive (o sopravvive) ai livelli più bassi della società venezuelana.
(Paolo Moiola da Porto Alegre per Misna)

27 gennaio, ore 21.30
BRASILE / PORTO ALEGRE:
UN SUCCESSO BEN OLTRE I NUMERI

E' finito (o quasi) con una festa notturna per le strade di Porto Alegre, la capitale di Rio Grande do Sul che, ancora una volta, ha accolto la gente del "Forum sociale mondiale" con uno spirito invidiabile fatto di ospitalità e calore, ma anche di efficienza e senso civico.
In tanti hanno parlato del Forum come del maggiore evento mondiale. Se si leggono i numeri di questa edizione non si può che convenire: 100 mila partecipanti provenienti da 156 paesi. I giornalisti sono stati 4.094 (tra cui 153 italiani, il secondo gruppo più numeroso dopo i brasiliani), tanto che Ignacio Ramonet, direttore de "Le Monde Diplomatique" e una delle anime portanti dell'organizzazione, travolto dall'entusiasmo, ha dichiarato: "Come partecipazione mediatica siamo ormai ai livelli delle Olimpiadi".
I pilastri ideali di questa terza edizione sono stati due: la pace come scelta indiscutibile e il superamento della globalizzazione neoliberista come scelta necessaria per porre un freno alle inaccettabili disparità del mondo.
Si obietterà: tante parole, tanti discorsi ma poi? Non è così. La gente viene al Forum per ascoltare e per scambiare idee, opinioni, sogni. Ritornati ai rispettivi paesi, non sfoglieranno soltanto l'album delle foto o rivedranno il video girato, ma parleranno a chi non c'era di un altro modo di vedere (e fare) le cose del mondo e della vita. Forse ancora non basterà per cambiare, ma certamente sarà una semina importante.
Due parole vanno dette sulla tranquillità nella quale tutto si è svolto. Merito delle forze dell'ordine? Macchè, praticamente queste si sono viste soltanto in occasione della visita di Lula e della venuta, a latere della manifestazione, del presidente venezuelano Hugo Chávez.
Come si sa, il prossimo Forum si terrà in India. Una sfida difficile, ma possibile. E se poi gli indiani dovessero ritirarsi, Porto Alegre è sempre pronta.
(per Misna da Porto Alegre Paolo Moiola)


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