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Paolo Moiola
La stanza degli ospiti (6 maggio)
Italia (ai tempi di Berlusconi): i "transfughi"

Toccata, fuga e ressa di massa

Ora ne abbiamo la certezza. C’è la corsa dei transfughi berlusconiani al centro del centro-sinistra, i quali uomini (o caporali?) per tutte le stagioni, stanno accuratamente preparando la loro posizione di rendita per le prossime elezioni politiche. Sembra che nella Margherita non sanno più dove metterli, tante sono le richieste di adeguamento di posizione. Di questo passo non solo il centro rischia di diventare l’estrema destra della destra, ma anche l’Ulivo si troverà immerso in una palude di immorale opportunismo tanto da diventare snaturato. Il centro-sinistra si scoprirà popolato da omuncoli che sono ingrassati alla greppia di Berlusconi condividendo la (im)politica immorale e antidemocratica di questa destra e da ora in poi si dedicheranno anima e corpo ad una politica di segno opposto con lo stesso impegno e la stessa dedizione, cioè con lo stesso interesse di ingrassare se stessi e i loro congiunti. L’esito sarà inevitabile: la Margherita si sposterà decisamente a destra con buona pace di quel partito pluralista di centro che guarda a sinistra secondo la felice intuizione di De Gasperi. L’Ulivo e l’Unione ne resteranno fracassati. Non licet!
Regola d’oro per l’Ulivo: tutti coloro che hanno militato nella destra (dall’udc in poi) per questa legislatura non possono fare parte del centro-sinistra: se vogliono lo votino, ma non possono essere candidati né avere incarichi e posizioni di rilievo senza una previa stagione legislativa di ripensamento e di purificazione. Semmai, se ne riparlerà il 06 maggio del 2011. Se è indifferente stare a destra o a sinistra e se Prodi e Berlusconi “pari sono”, qualcuno della Margherita o dell’Ulivo mi può spiegare perché devo andare a votare, finanziando così anche gli immorali che hanno ridotto l’Italia a un colabrodo?

Nelle ultime elezioni regionali, turandomi tutte le aperture corporali e spirituali ho votato Ulivo, ma vedo ogni giorno di più che la politica cede il posto ai maneggi, la ricerca del posto al sole per sé e propri cari all’illusione del bene comune, l’integrità di coscienza all’interesse di bottega, il processo unitario ai distinguo dei singoli partitelli che navigano tra lo 0,…% e 4-5%… Ognuno fa a gara per impedire che Prodi sia il presidente riconosciuto di tutta la coalizione: tutti devono distinguersi in parlamento e fuori, senza mai trovare un punto di sintesi tra la pluralità di posizioni.
Nell’ultimo dibattito alla camera sulla commissione mista con gli americani sulla morte di Calipari, abbiamo assistito sbigottiti e attoniti alle dichiarazioni farneticanti del presidente del consiglio preoccupato di non incrinare il suo rapporto “personale” con Bush (che nemmeno la moglie Laura tra l’altro trova simpatico) piuttosto che pretendere la verità sulla morte di un dipendente del suo governo. Il caso è chiuso.
La risposta del centro-sinistra è stata quanto meno strabiliata, protesa a non offendere più di tanto il padrone del governo e facendo bizantinismi nel distinguere la richiesta di ritiro dei soldati italiani dall’Iraq dalla morte di Calipari. Roba da matti!
Bisognava mettere con le spalle al muro l’intero governo, pretendere la rottura delle relazioni diplomatiche con gli Usa fino a quando non sarebbe stata scoperta la verità, bisognava impegnare subito il parlamento nella richiesta decisa e definitiva del ritiro di tutti i soldati e volontari dall’Iraq. Bisognava richiamare in patria l’ambasciatore italiano negli Usa ed espellere l’ambasciatore americano in Italia in quanto “persona non gradita per avere offeso la dignità del popolo italiano nel momento stesso in cui il governo degli Usa giustifica un omicidio di un dipendente dello stato italiano facendo ricadere la colpa sul morto ammazzato. L’Italia non accetta il vilipendio dei morti e la derisione dell’onore del popolo italiano che vuole sapere come sono andate realmente le cose senza attenuanti, senza sconti. Se gli Usa vogliono restare amici dell’Italia, patti chiari: la verità e subito. In caso contrario, il governo dell’Italia concede tre mesi di tempo al governo degli Usa per chiudere tutte le basi militari presenti sul territorio italiano”. Bisognava tirare fuori le palle, ma ho l’impressione che questo centro-sinistro si nutra solo di mozzarelle scadute.
Sono sempre più deciso che alle prossime elezioni voterò per San Michele Arcangelo, il difensore dell’onore di Dio e colui che con la sciabola sguainata sta alle porte dell’Eden per impedire che possano rientrare Adamo ed Eva che da quel giardino furono transfughi per loro scelta e interesse.

PS. Nessuno venga a parlarmi di rifondazione che a Genova con un’operazione di puro potere ha estromesso le persone che da decenni lavorano con passione, abnegazione, altruismo e disinteresse per sistemare gli equilibri delle correnti con persone che…. beh! lasciamo perdere.
Sono sempre più amareggiato e disgustato perché vedo avanzare l’opportunismo pragmatico sulla esigenza di verità e di coerenza etico-politica.

Paolo Farinella, prete


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