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Paolo Moiola
La stanza degli ospiti (Maggio 2005)
Da Genova
Lettera aperta al card. Camillo Ruini

Premessa
Ho letto il lancio Ansa del 30/05/2005 h. 16:24 secondo cui lei chiede interventi urgenti contro la pornografia nel digitale terrestre, invitando "i gestori dei canali" e "l’Autorità competente" alle loro responsabilità morali nei confronti dei telespettatori e del paese. Sono d’accordo con lei, anche se non posseggo il digitale terrestre e la parabola, mentre la tv tradizionale è relegata tra i ferri vecchi, riservata per le migliori occasioni.
Sig. cardinale, – si parva licet – mi permetta però un rilievo di poco conto: lei, a mio avviso, è responsabile in solido di questo degrado che sembra non conoscere argine. Lei, infatti, e con lei grande parte dell’episcopato italiano, da un decennio sostenete e appoggiate la politica, i successi e l’iniqua ricchezza di un tycoon che ha fatto della tv spazzatura e pornografica lo strumento perverso del suo potere politico, il trampolino di lancio del suo personale sistema economico ormai al fal-limento, ma trasformato in "centuplo" dalla sua appropriazione indebita della politica e delle istitu-zioni con l’aiuto di quanti lo hanno appoggiato, in primo luogo i partiti che si ispirano ai principi cattolici, a loro volta sostenuti dalla Cei direttamente o indirettamente. Non si era mai visto in Italia e nel mondo democratico-occidentale che una azienda indebitata per oltre tre mila miliardi di lire in poco tempo si sia trasformata in una società quotata in borsa con un tale utile che non solo ha tra-sformato il debito in un profitto, ma lo ha raddoppiato e continua a moltiplicarlo in modo esponen-ziale. Mentre il Paese sprofonda in uno stato di pornografia istituzionale senza limiti e in un disse-sto economico che travolge le famiglie, specialmente delle fasce deboli, il patrimonio di uno solo cresce, cresce e cresce senza limiti e senza morale.
Lei sa meglio di me che tal SILVIO BERLUSCONI, famoso per essere un mediocre canzonettista, riuscì ad impossessarsi delle tv private manu militari, grazie a due decreti ("decreto 1 e 2 Berlusco-ni" del 1990) del presidente del consiglio dei ministri dell’epoca, Bettino Craxi. Il quale presidente del consiglio dei ministri, in cambio di quei decreti "ad personam", ricevette enormi finanziamenti illegali come egli stesso ebbe a dire il 29.04.1993 in un intervento drammatico e solenne alla Camera dei deputati: "bisogna dire e tutti sanno del resto che buona parte del finanziamento politico è ir-regolare od illegale"). Questa struttura di illegalità fu confermata il 17.06 2003 in un soliloquio nell’aula del tribunale di Milano dallo stesso beneficiario di quei decreti, Silvio Berlusconi, ora suc-cessore alla presidenza del consiglio dei ministri di colui che corrompeva: ("andavo nelle segreterie dei partiti con il libretto degli assegni tra i denti"). In questa operazione amorale ebbe una parte ri-levante anche il PCI di allora: il secondo "decreto Berlusconi" sarebbe decaduto alla mezzanotte del 31 gennaio 1990, ma la Sinistra Indipendente con uno stratagemma procedurale riuscì a protrarre la discussione fino alle 23,30. Sarebbe bastato che quattro (diconsi quattro) comunisti si fossero iscritti a parlare per un quarto d’ora ciascuno perché, passata la mezzanotte, il decreto pornografico che concedeva di fatto il monopolio privato delle tv ad uno spregiudicato corruttore, sarebbe stato annullato. Così non fu perché l’allora responsabile delle comunicazioni del PCI, Walter Veltroni, in cambio della gestione di Rai3, diede ordine di votare contro, ma di fare passare il decreto. Come si suole dire: una mano lava l’altra e tutte e due fanno gli interessi di Berlusconi.

Correva l’anno 1991
La Commissione Giustizia e Pace della Cei, da lei presieduta, il 4 ottobre pubblicò un do-cumento esplosivo dal titolo emblematico e profetico: "Educare alla legalità", un documento pro-fetico che seppe leggere e interpretare perfettamente i segni dei tempi, dando corpo alle attese di credenti e non credenti. Nella nota di accompagnamento, i vescovi da lei guidati esprimevano la viva preoccupazione per una situazione che rischiava di inquinare profondamente il nostro tessuto so-ciale se non la si fosse affrontata con tempestività, energia e grande passione civile. Fu un appello a riflettere sul principio di legalità dal punto di vista di "noi - cristiani e cittadini - in ordine a svilup-pare una rinnovata cultura della norma". Il documento si componeva di tre parti: "Legalità e giustizia sociale"; "L’eclissi della legalità", "Vie alla crescita della legalità". Enorme fu l’eco nel nostro popolo e mai come in quel momento vi fu una corrispondenza tra pastori e popolo.
Il 1991 fu però anche l’anno delle elezioni politiche. Persone coinvolte e residenti a Roma e nel Lazio hanno confidato che lei, sig. cardinale, in quanto vicario del papa per la diocesi di Roma, diede indicazioni (qualcuno parlò di "ordini") di votare per i partiti sostenitori di Berlusconi, così come nelle successive regionali s’impegnò a fare votare per la presidenza della regione Lazio Fran-cesco Storace, fascista ed ex picchiatore.

Parentesi.
[Anche in occasione dei referendum sulla procreazione assistita, lei ha preso posizione e, di fatto, ha imposto l’astensione al mondo cattolico come atteggiamento politico e strumento tattico per fare fallire una consulta-zione democratica. Sono convinto che la materia referendaria non sia materia da referendum, ma sono certo che per la Chiesa cattolica sarebbe stato un momento straordinario di alto magistero civile e morale: discutere e fare discutere sulla legge 40/2004 proponendo una visione di vita, una prospettiva di scienza, un orizzonte di valori senza dividere il mondo cattolico in astensionisti e disobbedienti. Lei forse non ha valutato le conseguenze che si protrarranno nella car-ne viva della Chiesa. Conosco molte persone che stavano sulla soglia, attenti al messaggio cristiano, che sono state ri-cacciate indietro e forse, Dio non voglia, definitivamente da un processo di ricerca e di avvicinamento a Dio.
La comunità cattolica ha perso una grande occasione pubblica per ragionare nobilmente ed educare ai valori profondi della vita, della malattia, della paternità/maternità, della ricerca, del limite e dell’assoluto, educando il popolo e i giovani delle parrocchie non a disertare il voto, ma ad accettare il metodo democratico come insito e proprio del diritto alla libertà religiosa e di coscienza. Se sarà necessario sapremo opporci anche strenuamente a leggi che violano la coscienza e la dignità della persona umana, ma fin dove è possibile lo faremo con gli strumenti propri del metodo demo-cratico. Legalmente è lecito astenersi (lo prevede la stessa legge), ma non è etico civilmente, anche perché lei finisce per dichiarare lecita una legge positiva (la n. 40/2004) che, strettamente parlando dal punto di vista dei fautori del non voto, è immorale e quindi inaccettabile essa stessa. La vittoria per il fallimento dei referendum è, mi creda una vittoria di Pirro e la comunità cattolica in Italia dovrà leccarsi per lungo tempo ferite dolorose e profonde].

"Eclissi della legalità"
Il documento sulla legalità della Cei, a sua firma, sig. cardinale, restò solo un pezzo di carta da affidare alla storia e nulla più, se lo stesso presidente della Cei lo rinnega invitando/ordinando di votare per l’uomo che della illegalità strutturale ha fatto il perno della sua occupazione del potere. Dal 1991, infatti, l’illegalità ha invaso e pervaso come un’alluvione inarrestabile le coscienze, le relazioni, le istituzioni, l’economia, le leggi, il sistema sociale, lo stesso territorio fisico del nostro paese dilaniato e deturpato dal terremoto dei condoni.
Con la sua complicità, sig. cardinale vicario, e con quella di quanti hanno appoggiato in qualsiasi modo, l’avvento dei lanzichenecchi e dei pirati (dotati anche di regolare bandana), iniziò una corsa al degrado che non poteva non coinvolgere anche la tv privata e pubblica, come veicolo di condizionamento psicologico: ormai i palinsesti tv non sono altro che interruzioni irregolari di pub-blicità basata sull’istigazione dei bassi istinti di belluinità sociale.
Uno dei primi atti di governo del pirata con bandana fu l’epurazione delle voci "dissonanti" della tv pubblica, la nomina di amministratori devoti e ossequienti, la programmazione di palinsesti amorali (perché subdoli e camuffati) con lo scopo di gestire "ad ogni costo" il consenso, di aumen-tare la pubblicità e relativi guadagni. Non fu un caso che l’epurazione fu comunicata dalla Romania, cioè da un paese esperto in regime totalitario. L’avventore entrò al governo coperto da debiti da ca-pogiro, ma in pochi anni non solo li risanò, ma si quotò in borsa e oggi vola sulle ali del profitto personale e della sua famigliola: lo stato italiano è diventato la san Vincenzo del soccorso.

Collateralismo clericale
Lei, sig. cardinale, non può non convenire che fu decisivo l’appoggio dato dalla gerarchia cattolica e da una parte del mondo cattolico alla corruzione insediata al governo, corruttore dell’anima di un’intera nazione e delle coscienze dei suoi figli. Questo "collateralismo" post-legalità rafforzò una politica devastante permettendo ad un uomo illiberale e a-democratico di accreditarsi come garante della libertà e rispettoso (?) della tradizione cristiana del nostro paese. Invece… da quando l’attuale governo occupa ogni spazio di potere, tutto è degradato: la convivenza civile basata sull’equilibrio delle quattro correnti di pensiero (socialista, comunista, cattolica e liberale) che diedero vita all’attuale Carta costituzionale; il paese frammentato e disorientato di fronte ad un linguaggio aggressivo contro chiunque non osanni il principe nelle sue defatiganti e purulente esternazioni; il senso della giustizia con un attacco sistematico all’autonomia giudiziaria e la produ-zione a pieno regime di leggi immorali a favore proprio e dei propri compagni di delinquenza; il parlamento, simbolo della dignità di un popolo, ridotto ad un bivacco di deputati poco onorevol-mente prezzolati, comprati o ricattati; la finta riforma delle telecomunicazioni, complice un centro-sinistra indegno anche di stare all’opposizione, che ha consegnato nella mani del padrone del governo tutti i mezzi per condizionare comportamenti morali ed economici dell’intero paese. Questa è pornografia!
Da quando l’associazione a delinquere possiede il potere, le fortune economiche interessate si sono ingigantite sempre più, mentre l’economia dello stato, delle famiglie, dei singoli, dei pensionati e dei poveri è degradato verso la miseria. Infine la beffa: con i contributi dello stato, cioè con i soldi dei contribuenti italiani, sono stati offerti i decoder per accedere alla tv digitale terrestre, favorendo così il predominio delle tv del capo del governo.

Postilla:
gli inserzionisti pubblicitari in omaggio all’uomo potente affollano le sue tv, aumentando anche con-tro la stessa legge (vedi critica dell’Autority) i proventi della pubblicità del suo gruppo. Chi potrà mai control-lare, se il controllabile è anche il controllore con l’appoggio e la benedizione della gerarchia ecclesiale? Su quale principio etico si reggono quei partiti sedicenti "cattolici" che supportano un simile potere non solo oltre ogni illegalità, ma anche contro qualsiasi forma di legalità e giustizia?

Cento e passa anni di dottrina sociale della chiesa vanificata in un decennio per semplici cal-coli tattici che hanno portato il mondo cattolico a vendere l’anima al diavolo e a sprofondare l’Italia in un abisso di pornografia istituzionale ben più grave di quelle che lei denuncia.

Pornografia al governo
Lei stesso, sig. cardinale, ricorderà che "il programma politico" dei governi neofascisti Berlusconi è l’attuazione letterale del programma della massoneria di Licio Gelli, padre spirituale dell’attuale capo di governo che fu affiliato alla P2 con tessera n. 1816. Uno degli obiettivi di questo programma era la distruzione del mondo cattolico per assimilazione. Obiettivo raggiunto, complici i pastori che avrebbero dovuto vigilare sulla pornografia dell’illegalità morale e sociale.
Provo a mettermi dal suo punto di vista di cardinale e vescovo preoccupato dello stato etico della popolazione, buona parte della quale, ha solo la tv per farsi un’opinione o per avere informa-zioni sugli argomenti caldi della vita. I programmi tv che le tv del proprietario del parlamento italiano come anche delle tv pubbliche governate ferreamente da uomini scelti personalmente da lui hanno una matrice di fondo: scardinare i fondamenti del nostro popolo riducendolo a mera cassa di risonanza in un contesto di vuota e finta democrazia. Egli ha drogato un popolo perché lo acclami, lo approvi e lo voti. Dopo avere approvato in prima lettura la devastazione della Carta suprema, in questi giorni, sta tentando la scalata del Corriere della Sera, agendo dietro prestanome come è suo costume per condizionare definitivamente le elezioni politiche del 2006. Se questa non è pornografia tra le più aberranti, sig. cardinale!

Mea culpa del cardinale
Un signore senza etica che fonda il suo dominio sulla deformazione della realtà, lo stravol-gimento della verità e la bugia come metodo di vita e di lotta politica, si auto-assolve perché dicono che dica che i vescovi sono dalla sua parte e lo appoggiano incondizionatamente. Valeva la pena accettare briciole riciclate di favori a questo prezzo, se anche lei, oggi, si lamenta che la pornografia dilaga nelle tv e che quella digitale terrestre si appresta a fondarsi quasi esclusivamente su questo genere di passatempo, l’unico che non conosce crisi?
Sig. cardinale, forse sarebbe giusto e morale riconoscere le proprie colpe e dire coram quel popolo che si vuol difendere: abbiamo sbagliato nelle nostre valutazioni e abbiamo dato credito ad un uomo e ad una associazione che si sono rivelati incompatibili con il nostro sentire cristiano e democratico. L’uomo si è rivelato uno psicopatico narcisista: una tragedia per la nostra nazione e per l’Europa; l’associazione di uomini, donne e partiti, che lo sostiene si è rivelata una associazione a delinquere in permanente conflitto d’interessi privati e pubblici.
Assistiamo ormai quotidianamente ad uno scempio etico e sociale, conseguenza diretta della illegalità e dell’immoralità erette a sistema di governo per tutelare un potere satanico a beneficio di pochi ricchi senza scrupoli, ma a danno delle folle del nostro popolo, tosato, dissanguato, spellato, aggredito e anche defraudato della speranza del futuro.
Mea culpa, nostra maxima culpa per avere sostenuto un pirata avventuriero che ha stracciato ogni parvenza di dignità e di legalità per salvarsi dal carcere e dal fallimento. Abbiamo peccato so-stenendo un potere che si alimenta di corruzione sistematica, come già è stato stabilito nelle aule del tribunale, ma da cui è riuscito a fuggire grazie soltanto a provvedimenti su misura. Sì, anche noi siamo stati pornografici, fautori di pornografia e sostenitori di mercimonio immondo che grida ven-detta al cospetto di Dio.
Chiediamo perdono e offriamo la nostra penitenza perché il Signore (centro-sinistra a dieta di pane e cicoria permettendo), liberi il nostro popolo da questo flagello che sta disseccando il bene più prezioso della persona e della società: il pudore morale della libertà come responsabilità della convivenza tra persone e gruppi liberi e convergenti nella costruzione del bene comune e nella difesa di un pluralismo democratico come metodo di vita.

Genova 31.05.05
Paolo Farinella, prete


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