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Paolo Moiola
Dizionario (fuor di metafora) (io-nn-19 g)
Parola: BERLUSCONISMO
Concetto: un brutto neologismo per spiegare la filosofia vincente nella bruttissima Italia di Berlusconi

"La XIV Legislatura passerà alla storia come quella del "berlusconismo". È un brutto neologismo, ma è destinato a restare. Sta per: "fare politica prevalentemente nell’interesse proprio e dei propri amici (e dei ceti medio-alti)". Apparve fin dall’inizio che Berlusconi era preoccupato anzitutto di provvedere agli interessi propri e dei suoi. Infatti, cominciò a eliminare l’imposta di successione e quella sulle donazioni, a depenalizzare il falso in bilancio, a legalizzare il rientro dei capitali esportati illegalmente, e diede il via a una serie ininterrotta di condoni e di sanatorie; quindi, per difendere sé e i suoi dalla "persecuzione" della magistratura, tergiversò sulle rogatorie internazionali e sul mandato di cattura europeo, autorizzò la sospensione o il trasferimento dei processi per "legittimo sospetto" (legge Cirami), fino a giungere — ai nostri giorni — a ridurre i termini di prescrizione, con l’intento trasparente di salvare l’amico Previti (legge Cirielli). (…)
I frequenti interventi degli organi supremi preposti alla tutela dello Stato democratico sono la conferma autorevole che oggi in Italia è in atto il tentativo di modificare le basi della convivenza sociale e politica del Paese, attraverso lo sconvolgimento della Costituzione repubblicana. È ben vero che molti in politica hanno fatto i propri affari anche prima di Berlusconi, anche nella prima Repubblica, anche con il centro-sinistra. Oggi però non si tratta solo di un calo di tensione morale, ma il problema si pone a un livello più alto e pericoloso, tanto da obbligare a intervenire ripetutamente le istituzioni di tutela della democrazia.
A questo punto emerge con chiarezza il vizio intrinseco del "berlusconismo", inteso sia come programma, sia come filosofia politica: la mancanza di senso dello Stato e del bene comune, da cui è affetto in radice, finisce col favorire la illegalità e mette a repentaglio la stessa democrazia".

Bartolomeo Sorge, Aggiornamenti sociali, n.2/2005


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