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Paolo Moiola
Blog / In prima pagina (19-12-2009)

BERLUSCONIA 2009 / 5

Di odio e amore, di martiri e demoni

Dopo molti mesi, torno ad occuparmi del mio (piccolo) sito. Vi torno affidando l'analisi della tristissima (eufemismo) realtà italiana a due cari amici, entrambi preti fuori dal coro: Paolo Farinella ed Aldo Antonelli. Prima di fare commenti, Vi prego di leggere fino in fondo le loro amare considerazioni. (paolo)

 

C’E’ CHI ODIA E C’E’ CHI AMA

 

Genova 20-12-2009. Leggiamo dalla Bibbia. Dal libro dei Numeri: «Sorgi, Signore, e siano dispersi i tuoi nemici e fuggano davanti a te coloro che ti odiano» (Nm 10,35).  Bono, bono, Signore, bono, abbassa i toni altrimenti Renato Schifani presidente del senato di palazzo Grazioli e intimo di mafiosi anni ’70-’80, fa chiudere la rete  tra «terra-cielo» e poi chi ti può pregare più?

Dal Libro dei Salmi: «Àlzati, Signore, affrontalo, abbattilo; con la tua spada liberami dal malvagio» (Sal 17/16,13). Signore, per favore, non gridare forte, non dire queste parole violente, altrimenti il Cicchitto suo, tessera P2 n. 2232, ti dà del «terrorista mediatico» ed eversore come Travaglio e come lui diventi «cattivo maestro», rischiando di trovartelo accanto sul Calvario.

Dal Libro dei Salmi: «Signore, accusa chi mi accusa, combatti chi mi combatte. Afferra scudo e corazza e sorgi in mio aiuto. Impugna lancia e scure contro chi mi insegue» (Sal 35/34,1-3). O mio Dio, per favore, non alzare i toni, abbassa i semitoni, altrimenti svegli Bersani che si troverà disorientato e magari viene a sapere del «lodo D’Alema» che vuole due cose: salvare Berlusconi a tutti i costi e portare un cero alla Madonna per averlo salvato. Pio D’Alema Pio.

Ora lo sappiamo con certezza: il Mandante occulto, misterioso (nel senso vero di Mistero) dell’attentato al presidente del coniglio italiano è stato Dio. Travaglio & C. è solo un depistaggio dei servizi segreti in combutta col Vaticano. Sì lui in persona! Il suo insano gesto è stato premeditato da oltre 1500 anni di odio per il PRESIDENTE BUONO che ama tutti e non capisce perché qualcuno lo odia tanto. Dio ha avuto paura che Berlusconi gli soffiasse il posto: dove non riuscì Adamo con serpente, potrebbe riuscire il Nano con la Escort.

Un testimone oculare ha visto che qualcuno armava la mano assassina tesa a colpire la vittima rifatta, beata e olezzante profumo di santità e purezza e integrità. Tutti gli indizi portano alla Trinità: il Padre ha sradicato il Duomo di Milano, ormai sconsacrato dalla presenza di un vescovo, Tettamanzi, che parla da comunista fazioso e violento: dice che bisogna essere accoglienti, che anche gli stranieri sono persone soggetti di diritto. Sacrilegio! Sacrilegio! Il Padre passa il Duomo al Figlio che essendo giovane ha buona mira e infine lo Spirito Santo fa da telescopio per colpire sicuro, ma senza uccidere. Come buono Dio! Insomma un avvertimento in piena regola, tipica della sinistra che si assembla sempre in numero dispari per non fare tornare i conti.

Un altro indizio che porta a Dio (nella sua misteriosa partecipazione trinitaria) è l’oggetto contundente: un luogo sacro, un luogo di pace, un luogo di amore: il Duomo di Milano. Chi poteva ardire di prendere un Duomo e colpire a colpo sicuro? Chi poteva usare un simbolo religioso per offendere un uomo pacifico che vestito di saio, predicava agli uccelletti presenti in piazza e chiedeva l’obolo di un piccolo contributo per aiutare un’azienda mediatica contro i terroristi e gli uomini dell’odio? Chi poteva pensare una cosa così perversa? Solo Dio, solo un Dio, Uno e Trino che dopo ampio, solidale e unanime consulto (unico caso nella storia dell’eternità in cui la sinistra si trova «unanime», poffarbacco!) ha deciso di buttare la maschera millenaria per gettare sulla terra la guerra dei faziosi e dei reprobi: «Vade retro, Travaglio, cattivo maestro! Pussa via dal regno dell’Amore e sprofonda nell’abisso dell’odio!!!». Oh, Travaglio, che delusione per sua nonna!

Signore, lo sappiamo tutti che Marco Travaglio è un «bravo fieu», sono le cattive compagnie che lo hanno rovinato come si conviene a tutti i figli di buona famiglia. Montanelli lo ha corrotto da subito; poi Santoro lo ha arruolato al carro dei «critici» documentati e per giunta chiari di concetto. Per la miseria, ahi, ahi, ahi! proprio questo non s’ha da fare mai, specie in tv: mai documentare con documenti, date e citazioni, ma sempre adulare e leccare, leccare e adulare – grazie vespa, basta così, a cuccia, a cuccia! mi stai sbrodolando tutto –).

Abbassare i toni, istigare all’odio, creare un clima di violenza armata e denigratoria contro Shilviush Berluskonijad; sì, proprio contro di lui, che, poveretto, nonostante debba portare la croce enorme del conflitto di interessi e la fatica di uno slalom gigante per non toccare un palazzo di giustizia, si sforza di amare tutti. Oh che amatore di professionista! Che professionista dell’amore! Come lui non ce n’è (ve lo garantisco proprio che non ce n’è, nemmeno a cercarli con il lanternino di Diogene, parola mia, parola vostra). Lui ama anche le prostitute a pagamento per le pause di governo, ama perdutamente le ministre che hanno fatto con lui minestra appiccicosa per arrivare dove sono; lui ama anche i comunisti riciclati come BONDI, anche i piduisti compagni di tessera come Cicchettuzzo suo; ama i mafiosi che col suo compare Dell’Utruzzo chiama «eroi». Come ama i giudici che per la grande fatica che fanno sono «mentalmente malati», cioè antropologicamente tarati (tarati, non karati, mi raccomando). Lui come un padre, appena incestuoso, ama come figlie anche le minorenni che vuole giovani, pure e pulite che lo ricambiano come «papi». Ama alla follia i popoli irakeno e afghano, ai quali senza nemmeno conoscerli ha mandato in regalo armi, soldati, bombe per «distruggere e ricostruire» (che sant’uomo, ma dove lo troviamo un altro così!!!!).

Abbassare i toni, dare una svolta, basta con la violenza della sinistra assassina che pur di governare non esita a distruggere la Costituzione, che è pronta a farsi leggi su misura, che denigra il parlamento impedendo di lavorare e compagnia cantando. Fuori legge la sinistra, subito! Contro tutti costoro, fomentatori d’odio e di violenza antidemocratica, lui, solo lui, – poareto»! –  è capace di soffrire, vittima innocente in mezzo al degrado umano di una umanità inferiore perché di sinistra: «L’amore vince tutto! Se cambia il clima, il mio dolore non sarà stato inutile» (infatti si è messo a nevicare). Che parole da papa! Che santo! Che tormento e che gaglioffo! Fratelli e Sorelle, ecco  a voi il «Servo di Yhwh», il Messia che offre se stesso per la moltitudine, la vittima immolata oltre il comandamento di Cristo, somiglia ad un pecora condotta al macello e resta muta davanti ai suoi tosatori: lui è uno «Statista» e sopporta il dolore dei suoi che assume nelle sue carni, che nascondo nei suoi capelli, lui, l’utilizzatore finale del dolore del popolo. Lui è così generoso che supera anche Gesù che ha detto: «Amatevi come fratelli, perché io sono figlio unico», ma lui no, deve superare Dio perché ama tutti, ama alla perfezione, ama ed è riamato da folle osannati che lo invocano come Redentore e Liberatore di comunisti nascosti dappertutto. Silvio, l’amatore puttanesco, santo subito!

Lui è così amabile e dolce, gentile e tenero, quasi erotico andante, ha licenziato in tronco l’avv. Previti che osò dire, birichino!,: «non faremo prigionieri» e mandò ai lavori forzati il Brunetta che disse alla sinistra di andare «a morire ammazzati». Lui che rinchiuse nelle galere fasciste La Russa il quale, anche senza avere bevuto grappa, gridò contro la Corte di Giustizia dell’Aja che «devono morire ammazzati, ma il crocefisso non si tocca». Il Signore tirò un sospiro di sollievo davanti a tanto ardire e coraggio che lo difende fino alla morte … degli altri! Lui che ama il popolo, tutto il popolo, tanto che sciolse personalmente nell’acido (ma con ammorbidente di marca) un disfattista di sinistra che osò chiamare «COGLIONI» metà degli Italiani e Italiane che non votavano in modo «giusto»: cioè per lui. Come si fa ad odiarlo così ferocemente. L’Italia è impazzita!

Zitti, abbassate i toni, anche con i bambini; ecco, sull’uscio appare, come la Madonna, don Verzè, compagno e sodale in affari e affarucci;  egli soave, soave, mite, mote, compunto e con un fil voce sussurra: «Lui vuole bene a tutti e non si spiega perché nel mondo ci sia tanta violenza. Sì, lui ha perdonato». Oh, Dio! don Verzé non lo nomina come noi, anche lui (don Verzè) lo chiama «lui» (Shilviush). Oh, Dio, che emozione! Pari pari come Eva Kant chiama Diabolik: «Lui»; come Cesare chiama se stesso nel «De bello Gallico». Questa è arte, estetica, modello narrativo, degno di una poesia di Bondi: «Lui» per dire «Io». Insomma per confondere le tracce.

Il presidente dell’amore a pagamento «perdona» come Giovanni Paolo II perdonò Alì Agca, come Gesù Cristo perdonò il ladrone terrorista (era Travaglio, ma Gesù non lo sapeva!). Poteva «Lui» essere da meno di un polacco e di un ebreo? Giammai! Lui perdona. Perdona sempre anche chi giura il falso, chi spergiura sulla testa dei figli, chi corrompe testimoni, chi compra giudici, chi compra senatori per fare cadere il governo della sinistra assassina, chi falsifica i bilanci, chi evade il fisco, chi esporta capitali, chi … chi … chi … chicchirichì!

Ssssss! Abbassate i toni, altrimenti tutto va a puttane e poi quei delinquenti di Santoro, Travaglio, Repubblica e affiliati possono sentire e si rischia di ritrovarci in prima pagina con nome, cognome e indirizzo. Taci, il nemico ascolta! «Fischia il vento, urla la bufera / Scarpe rotte eppur bisogna andar». Sì, fischiamo col vento e urliamo con la bufera perché se non mi trattengo da solo, il giorno di Natale, imbottisco Biondi di esplosivo teneroso e morbidoso e vado a piazzarlo dove dico io. Anzi, no, in alternativa, invito i Sardi a sradicare tutti i 4.000 e rotti cactus della santa e casta Villa Certosa e glieli facciamo assumere tutti, uno per uno, senza eccezione, come supposte. Garantisco la guarigione.

Paolo Farinella, prete

Parrocchia S. Torpete, Genova

I SERVI CONTENTI, I MILLANTATORI D’AMORE ED ALCUNI PRETI

 

Non riesco a stare zitto di fronte all'ennesimo stravolgimento dei fatti e al ribaltamento della realtà.

Mi ero imposto un periodo di silenzio per non contribuire ad esasperare gli animi e non, come qualcuno mi ha suggerito, per darmi il tempo di riflettere...!

Che vuol dire, che normalmente, quando si parla o si scrive, non si riflette?

Non è da me, modestamente.

Mi riprendo la parola per denunciare la mistificazione in atto da parte dei "servi contenti", gli adulatori di professione e i millantatori d'amore.

Ora si vuol dare per scontato che è la sinistra che semina odio.

Ora ci si vuol iniettare il virus dell'imbacillità trasferendo il dibattito politico sul piano del bieco moralismo duale "Amore-Odio". Chi critica odia e chi lecca ama. Il vile servaggio viene promosso virtù.

Questo amore mieloso, caramellato e appiccicoso, che fa di tutt'erba un fascio; questo amore daltonico, che non sa distinguere il rosso sangue dell'amore dal nero fumo dell'adulazione non mi piace. Se Cristo avesse predicato questo amore sarebbe morto di vecchiaia, con tanto di onorifici riconoscimenti e di medaglie al valore.

Secondo questi politici magicamente trasformatisi in teologi, esiste solo il Gesù che piange e solidarizza. E' loro sconosciuto il Gesù che impreca e che prende la frusta. Forse che questo Gesù non amava? O, addirittura, odiava quando chiamava "vipere" certe persone o quando ribaltava i banchi di commercio nel tempio o quando consigliava a qualche altro di mettersi un macina al collo e buttarsi al mare  e non venirne più a galla?

Su Repubblica di ieri Michele Serra nella sua “Amaca” ha fatto riferimento a due sacerdoti ben noti al pubblico: don Baget Bozzo e don Verzé. Mi si sono rivoltate le viscere nel vedere citati questi due preti a proposito del dibattito su un tema tanto profondo e delicato come quello dell’amore e/o odio. Personaggi  tanto “allegri” e “volgari”. L’uno e l’altro sembra che non sappiano vivere senza “dipendenze”: da personaggi sospetti il primo (Craxi  prima e Berlusconi poi)  e da mondi ovattati di affari e ricchezze il secondo.  Incapsulati in questi bavagli, rimane loro difficile coniugare l’amore con la lotta e con la disobbedienza, facendone invece una variante moralistica dell’ossequio e del servilismo. Soprattutto riesce loro impossibile impiantare l’amore in un discorso rigoroso di giustizia, senza la quale l’amore si fa elemosina.

Pensando a loro, mi sovvengo delle frustate che Nietzsche indirizzava ai cristiani, ai quali rimproverava: "Voi che dite d'amare v'affollate intorno al vostro prossimo e avete per esso belle parole. Ma io vi dico: il vostro amore per il prossimo non è che un cattivo amore per voi stessi. Voi dite d'amare e invece volete soltanto parlar bene di voi stessi; dite di donarvi agli altri e invece li usate come testimoni della vostra grandezza"(F. Nietzsche: Così parlò Zaratustra).

Questo è il solo amore di cui sono capaci, a destra, certi figuri; un amore sposo legittimo di quella libertà di cui si riempiono la bocca e che identificano sempre con il loro libertinaggio: libertà di evadere, libertà di "fare", libertà di rubare e libertà di criminalizzare quanti si oppongono. 

Grazie a Dio, vi sono altri, nella Chiesa, preti e non, che nell’amore sanno lottare, e lottare contro quanti schiavizzano il popolo, sventrano le democrazie, strumentalizzano i crocifissi e fanno loschi commerci con i potenti ed i gerarchi, vengano essi dagli Urali o dal Vaticano.

Posso parlare e scrivere liberamente?

Ebbene, sia detto allora che amare Berlusconi significa combatterlo per aiutarlo a liberarsi delle sue maschere e delle sue fobie e dalle sue pericolose, tossiche amicizie.


Aldo Antonelli, prete

Antrosano 

 

Per il curriculum vitae del PARTITO DELL'AMORE del martire Berlusconi e dei suoi servi si veda questo link:

http://www.gennarocarotenuto.it/11897-peter-gomez-e-marco-travaglio-dal-94-ad-oggi-linfinita-serie-di-insulti-del-premier-e-dei-suoi/#more-11897

 

 

 


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